Emergenza Coronavirus COVID-19 – personale operante nelle RSA

Emergenza Coronavirus COVID-19 – personale operante nelle RSA

Di seguito è possibile leggere la lettera inviata alla Regione Piemonte da Legacoopsociali Piemonte con le Associazioni datoriali di categoria, sul tema personale in RSA.  

 

Di seguito è possibile leggere il testo della lettera inviata alla Regione Piemonte dalle Associazioni Datoriali di categoria AGCI Solidarietà, AGeSPI Piemonte, ANASTE Piemonte, Ansdipp Piemonte, ARIA Piemonte, Confindustria Piemonte Sanità, Federsolidarietà Confcooperative, Legacoopsociali Piemonte, Uneba Piemonte

 

 

Torino, 16 marzo 2019

 

Apprendiamo con stupore dagli Organi di stampa di isolate iniziative aventi come finalità il reclutamento di personale OSS e infermieristico da parte degli ospedali pubblici, personale già difficilmente reperibile come più volte segnalato dalla scriventi Associazioni. Non possiamo che evidenziare che ciò porterebbe alla progressiva incapacità delle RSA di assistere le persone anziane non autosufficienti ospitate, e - nell’immediato - una difficoltà nel garantire i parametri di minutaggio previsti.

 

Tali iniziative stupiscono ancor più  se si considera che proprio le RSA sono tra le strutture indicate a sostenere il sistema ospedaliero nel fronteggiare l’emergenza COVID-19, compromettendo pertanto quello che è forse l’unico serbatoio di posti letto a disposizione della cittadinanza.

 

Non va peraltro dimenticato che le prestazioni fornite in RSA sono ricomprese nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e, pertanto, devono essere ricomprese nelle liste della Protezione Civile per la distribuzione dei DPI (dispositivi di Protezione Individuale) che risultano allo stato irreperibili.

 

Riteniamo, pertanto, che - nell’immediato - debba essere valutata un’azione di riorganizzazione dell’emergenza, anche alla luce degli aspetti sopracitati, per non mettere in ulteriore difficoltà le strutture che, disponendo di posti letto liberi, potranno essere chiamate a ricevere i pazienti dimessi dagli ospedali.

 

Certi che tutti insieme riusciremo a fronteggiare questa difficile situazione, proponiamo alla Regione Piemonte di assumere le seguenti iniziative:

·         Estensione dell’attività assistenziale propria dell’OSS anche alle figure professionali OTA, OSA, ADEST, e a tutte le figure professionali riconosciute a livello regionale prima dell’introduzione del profilo dell’OSS;

·         Assunzione in via preferenziale e in deroga alla normativa vigente. delle persone attualmente inserite in corsi OSS in formazione, (sono circa 600 in tutta la Regione Piemonte) che possono supportare in affiancamento il professionista qualificato

·         Sblocco e potenziamento  di un congruo numero di corsi OSS.

 

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