Inail: documento tecnico con le misure di contenimento e prevenzione

Inail: documento tecnico con le misure di contenimento e prevenzione

È online il documento tecnico elaborato dall’Inail che contiene indicazioni sulle misure di contenimento del contagio da Coronavirus nei luoghi di lavoro nella fase di riapertura delle attività produttive, prevista a partire dal prossimo 4 maggio e che classifica le attività economiche per rischio di contagio e livello di aggregazione sociale. Lo fa sapere l’Istituto con un comunicato, che spiega che il testo è stato approvato dal Comitato tecnico scientifico della Protezione civile.

Classe di aggregazione 1 su 4 e rischio basso per le attività di agricoltura, silvicoltura e pesca. Idem per le industrie alimentari e delle bevande, le industrie tessili, la confezione di abbigliamento, la fabbricazione di carta, la stampa, la costruzione di edifici, l’ingegneria civile, i lavori di costruzione specializzati, le attività finanziarie e immobiliari, la ricerca scientifica per lo sviluppo, la pubblicità. Aggregazione di livello 2 e rischio basso per le attività editoriali, aggregazione 3 e di nuovo rischio basso per produzioni cinematografiche e televisive, idem per le telecomunicazioni. Sebbene a rischio basso in sede lavorativa, sono considerati ad alto livello aggregativo i servizi forniti dalle agenzie di viaggio. Rischio alto e livello 3 di aggregazione per sanità e assistenza sociale. Tutte a livello alto (4/4) di aggregazione le attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento, anche se con livelli di rischio diversi. Rischio medio basso e livello aggregativo 2 per le attività di organizzazioni associative, rischio medio-alto e livello aggregativo 2 per il lavoro domestico. Per quanto riguarda il commercio, è considerata classe di aggregazione 2 e a basso rischio l’attività degli intermediari del commercio, mentre sono tutte di livello 1 e basso rischio le attività di commercio all’ingrosso e di livello 2 e rischio medio-basso le attività di commercio al dettaglio. Infine l’attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti e di recupero dei materiali è classificata a rischio medio-basso e livello 2 su 4 di aggregazione sociale.

“Per affrontare in sicurezza la graduale ripresa delle attività produttive nella fase 2“, sottolineano nella prefazione al documento il presidente Franco Bettoni e il direttore generale dell’Inail Giuseppe Lucibello, “l’Istituto, nell’ambito delle diverse funzioni, assicurativa, riabilitativa, di prevenzione e di ricerca, ha messo in atto iniziative con l’obiettivo di garantire una tutela globale della salute e della sicurezza dei lavoratori, anche in questo momento di emergenza”. Nella prima parte del documento, spiega il comunicato, è illustrata una metodologia di valutazione integrata del rischio che tiene in considerazione il rischio di venire a contatto con fonti di contagio in occasione di lavoro e di prossimità interpersonale durante i processi lavorativi e l’impatto connesso al rischio di aggregazione sociale. La seconda parte contiene indicazioni per le imprese sull’adozione di misure di prevenzione tenendo anche conto di quanto già previsto nel “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” stipulato tra governo e Parti sociali lo scorso 14 marzo.

Nello specifico, il documento spiega che il rischio da contagio da SARS-CoV-2 in occasione di lavoro viene calcolato secondo tre variabiliesposizione (la probabilità di venire in contatto con fonti di contagio nello svolgimento delle specifiche attività lavorative); prossimità (le caratteristiche intrinseche di svolgimento del lavoro che non permettono un sufficiente distanziamento sociale); aggregazione (la possibilità di contatto con altri soggetti oltre ai lavoratori dell’azienda). Sulla base di queste matrici di rischio, prosegue il documento, le aziende dovranno adottare misure atte a prevenire/mitigare il rischio di contagio per i lavoratori, che vengono così classificate: misure organizzative (gestione degli spazi di lavoro, organizzazione e orario di lavoro); misure di prevenzione e protezione (informazione e formazione, misure igieniche e di sanificazione degli ambienti, utilizzo di mascherine e dispositivi di protezione individuali (DPI) per le vie respiratorie, sorveglianza sanitaria e tutela dei lavoratori fragili); misure specifiche per la prevenzione dell’attivazione di focolai epidemici. Al testo sono allegate tre tabelle: la prima contiene il riepilogo delle classi di rischio e aggregazione per settore produttivo, con il rispettivo codice Ateco; la seconda classifica il rischio per quanto riguarda le attività commerciali mentre la terza contiene dati sui lavoratori impiegati nei settori sospesi con il dpcm del 10 aprile, distribuiti per genere, classe di età e area geografica.

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